Vegetariani e Vegani piu’ sensibili alla sofferenza altrui
9th giugno, 2010
“Vegetariani e Vegani piu’ sensibili alla sofferenza altrui”
Uno studio dei ricercatori del San raffaele di Milano mostra come vegetariani e vegani siano più empatici verso esseri umani e animali rispetto agli onnivori…
Pubblichiamo la notizia anche se sinceramente, ci ha lasciati un po’ perplessi: c’era forse bisogno di lunghi e sicuramente costosi studi neurologici per arrivare a questo risultato?
Non e’ forse abbastanza evidente che chi, per scelta prettamente etica, esclude dalla propria dieta prodotti di origine animale e predilige cibi poco lavorati (evitando sofferenza, inutili sprechi di risorse energetiche e uso di prodotti chimici dannosi per l’uomo e l’ambiente) abbia una diversa sensibilita’ verso l’altrui sofferenza e un impegno maggiore per il benessere comune?
Siamo convinti che, sia per quanto riguarda gli animali umani che quelli non umani, l’osservazione dei comportamenti in condizioni etologiche di appartenenza, un po’ di buon senso e sincera buona fede, possano dare risultati maggiori e piu’ veritieri di esperimenti finanziati con soldi pubblici che prevedono in molti casi metodi invasivi e cruenti verso gli animali.
Buona lettura…
I vegetariani e i vegani sarebbero più empatici nei confronti di esseri umani e animali rispetto agli “onnivori”. A scoprirlo sono stati i ricercatori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo dell’ospedale San Raffaele di Milano che, in collaborazione con la Divisione di Neuroradiologia dello stesso Istituto e le Università di Ginevra e Maastricht, hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista internazionale PLoS One.
Lo studio, condotto e coordinato dal Dott. Massimo Filippi e dalla Dott.ssa Mara Rocca, ha dimostrato che l’attività encefalica degli individui che, per ragioni etiche, hanno deciso di escludere dalla loro dieta i derivati animali, coinvolge differenti circuiti neurali in seguito all’osservazione di scene di sofferenza umana o animale rispetto a quanto accade in chi non ha compiuto tale scelta.
Gli autori della ricerca hanno studiato 20 soggetti onnivori, 19 vegetariani e 21 vegani durante la visione di immagini di esseri umani o animali in situazioni di sofferenza. Gli scienziati hanno evidenziato, tramite risonanza magnetica funzionale, che rispetto a soggetti onnivori, i vegetariani e i vegani presentano una maggiore attivazione di aree del lobo frontale del cervello associate allo sviluppo e alla percezione di sentimenti empatici, indipendentemente dal fatto che le scene di sofferenza prevedessero il coinvolgimento di umani o di animali.
“Questi risultati rinforzano quelle visioni che considerano l’empatia come un mezzo di condivisione delle emozioni e delle sensazioni tra individui diversi, condizione che sta alla base del comportamento sociale”, dice la Dott.ssa Mara Rocca, ricercatrice dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo (Istituto di Neurologia Sperimentale – INSPE), Istituto Scientifico Universitario San Raffaele. “Una delle caratteristiche principali della vita di comunità è infatti la capacità di identificarsi con i propri con-specifici e di attribuire loro particolari stati d’animo.”
