Multinazionali come novelli Frankenstein, ecco i nuovi “mostri”
15th aprile, 2010
Mentre nel vecchio continente la commissione europea approva la coltivazione della patata della BASF e del mais della Monsanto, mettendo i profitti della lobby degli OGM al di sopra delle preoccupazioni per la salute della pubblica opinione, in America continua la sperimentazione per il primo maiale geneticamente modificato destinato all’uso alimentare, l’EnviroPig, che potrebbe comparire sulle tavole degli americani a breve.
In Europa Il Comitato Scientifico Antivivisezionista Equivita, facendosi portavoce di molti scienziati europei, ha presentato una formale protesta al Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek e al Presidente del Consiglio dell’Ue Herman Van Rompuy «per denunciare un sorprendente quanto irregolare comportamento della Commissione UE che appare, molto chiaramente, finalizzato ad accelerare il processo di approvazione degli Ogm in Europa» con lo scopo di accontentare l’Amministrazione Usa e il Wto, in seguito alla famosa azione degli Stati “pro-biotech” contro la Ue, per le restrizioni che questa metteva all’importazione degli Ogm».
Gli scienziati europei chiedono al Parlamento europeo ed al Consiglio dei Ministri di intervenire subito per bloccare il nuovo regolamento, «Non solo perché agendo in questo modo essa sconfina dalle sue competenze (che sono solo esecutive e di proposte al Parlamento), ma anche e soprattutto perché, nel modificare profondamente e “in sordina” le attuali regole di approvazione degli Ogm, essa va contro i principi basilari di democrazia:
1) Si ostina a non voler riconoscere i numerosi recenti dati scientifici e statistici sui danni da Ogm, che riguardano sia la salute che l’ambiente (vedi studi di Charles Benbrook e molti altri).
2) Aiuta la privatizzazione delle risorse genetiche alimentari, bene comune di tutti, mettendole nelle mani di alcune poche aziende che detengono i brevetti biotech . Creando, in tal modo, perdita di Biodiversità e di Sovranità alimentare, entrambe indispensabili per sconfiggere la fame nel mondo e garantire la sopravvivenza futura di ogni nazione».
La Confagricoltura conferma che ”da anni i mangimi destinati agli allevamenti da cui nascono le “migliori” produzioni alimentari contengono vegetali transgenici e finora pare che nessuno se ne sia accorto”. L’associazione sottolinea inoltre che l’ok all’Amflora (la patata transgenica) ”riguarda la produzione a fine di trasformazione industriale in carta e di mangimi: occorre ricordare agli oltranzisti anti-Ogm che da tempo gli organismi biotech sono componente essenziale della dieta quotidiana praticamente in tutti gli allevamenti nazionali, compresi quelli delle filiere simbolo del made in Italy, dal Parmigiano al prosciutto San Daniele”.
Ora l’EnviroPig, primo maiale geneticamente modificato, risultato di circa 10 anni di esperimenti su animali della University of Guelph canadese che potrà digerire il fosforo più facilmente (diminuendo secondo loro le emissioni tossiche provocate dagli allevamenti intensivi), va ad unirsi al sempre crescente numero di “mostri genetici”creati in laboratorio, come la trota Transgenica Ipertrofica dell’universita’ del Rhode Island, cretura deforme la cui massa muscolare raggiunge dimensioni da vero e proprio Body builder acquatico.
Vi segnaliamo questo articolo (pur non trovandoci in accordo con le scelte alimentari dell’ autore) come esempio delle aberrazioni genetiche costruite in laboratorio nella totale mancanza di attenzione al benessere animale ed umano e ad un investimento intelligente delle risorse economiche.
http://www.ditadifulmine.com/2010/03/trota-transgenica-ipertrofica.html

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