Nei supermercati c’è la corsa al reparto vegano/vegetariano e questa è cosa buona e giusta, è il termometro che segna un cambiamento in atto sempre più forte e potente. I vegani ci sono e si fanno sentire, davanti ai mattatoi ma anche davanti alle casse.

Se anche la grande distribuzione, che detta le regole dell’alimentazione, si rende conto della richiesta di cibi vegetali, davvero non possiamo non pensare che qualcosa si stia muovendo.
Come anche in quelle vaschette di lumache vive qualcosa si muove, sono esseri viventi già pronti per la cottura, come recita l’etichetta, e più sopra la scritta beffarda: we love fruit!, il tutto in vendita nei migliori supermercati.

In realtà anche se ci accorgiamo che attorno a noi la parola vegan è oramai “sdoganata” e possiamo trovare cibi vegetali con più facilità, abbiamo ancora molta strada da fare per un mondo “cruelty free”.

Tutti noi, vegani per etica, vorremmo dei posti dove fare la spesa senza la puzza di sangue che si fa strada dal retro dei supermercati e lontano dalle urla silenziose dei pesci ancora vivi che aspettano di essere acquistati sul ghiaccio delle pescherie nella grande distribuzione. Purtroppo per molto tempo ancora dovremo subire questo calvario emotivo: entrare in locali dove la morte manifesta la sua presenza e allo stesso tempo essere contenti di aver trovato la polpetta vegetale, “novità” del frigo dedicato ai vegetariani. Schermata 2015-10-24 alle 16.52.31Si arriva al paradosso di fare della pubblicità sfrenata alla grande distribuzione perché finalmente ci ha “concesso” la cioccolata vegan. Come se di pubblicità gratuita questi posti ne avessero bisogno. Come se ci si dimenticasse delle carcasse di animali morti che inevitabilmente si buttano sul retro per finire al macero perché in eccesso di produzione.

“Per noi quello che più conta è la vita e la libertà del singolo individuo”

A volte da iVegan riceviamo critiche da vegani etici che si “intristiscono” quando proponiamo prodotti a forma di gamberi, di scampi, di tonno, di wurstel che ne riproducono il gusto, la consistenza, la forma.
Capisco questo atteggiamento e lo condivido nel pensiero: vorrei un mondo dove non ci sia la necessità di dover lottare per affermare cose così ovvie. Gli animali non sono cibo e non serve produrre dei wurstel vegetali o del faux gras (finto Foie gras) per affermare la scelta vegan. Ma chiaramente non posso condividerne la strategia. Se devo dirla tutta, a mio parere, la migliore strategia è incoraggiare e sostenere le piccole e grandi imprese vegan che producono e vendono solo alimenti 100% vegani in qualsiasi forma, sapore, consistenza. Ogni pasto vegan consumato è un pasto carnivoro in meno. Ogni negozio o esercizio 100% vegan è una vittoria per noi, il nostro movimento e sopratutto per gli animali. Se fossero disponibili agnelli di tofu o polli di seitan, e se questi andassero a sostituire gli animali veri non avrei un secondo di esitazione nel commercializzarli. Se fossero disponibili lumachine vegan che andassero a sostituire, anche solamente una vaschetta di quell’orrore, saremmo entusiasti di venderle da iVegan, perché anche 20 di quelle lumache risparmiate alla bollitura sarebbero 20 vite salvate e per noi quello che più conta è la vita e la libertà del singolo individuo.

Da iVegan, accanto alle “ultime e fantastiche” cotolette vegetali, non troverai mai animali vivi che aspettano di essere bolliti oppure animali morti ammazzati e dissanguati, ripuliti e affiancati all’ultimo “meraviglioso” wurstel vegetale, perchè siamo vegani per etica.
Troverai certamente alimenti che riproducono in tutto e per tutto sapore e consistenza di cibi tradizionali ma mai avrai il sentore di qualche individuo che langue in attesa di una morte liberatoria.
Crediamo fortemente che siano le piccole e grandi imprese vegane a dover essere sostenute e incoraggiate e non la grande distribuzione che ha come scopo ultimo solamente il profitto.

Il primo novembre c’è il Word Vegan Day al TheGreenPlace, un rifugio per animali strappati alla morte e ora felicemente protetti da vegani che ogni giorno lavorano duramente per garantire benessere, cibo e affetto a queste vite.
Sarà un occasione per stare assieme, mangiare in compagnia e magari approfondire tematiche a noi care. Troverete stand di vegani che informano, altri che sponsorizzano la propria attività cruelty free offrendo buon cibo vegan gratuitamente, e naturalmente gli animali, liberi, felici, amati. Il motivo per cui vi invito a partecipare è principalmente uno: queste realtà vanno sostenute prima di tutto da noi vegani con forza e in ogni maniera possibile.

GoVegan.

Andrea Biello

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