Chiuso per sempre
6th aprile, 2011Percorso fotografico all’interno dell’ex mattatoio di Testaccio
Nel 1975 chiudevano i cancelli del mattatoio di Testaccio che doveva essere spostato e sostituito da uno più moderno e funzionale.
Un macello adatto ai crescenti ritmi di produzione e alla nuova urbanistica della città, che rendeva lo spettacolo indecente della macellazione troppo vicino agli occhi delle persone, insieme allo sporco e gli odori nauseabondi.
Oggi, nell’ex mattoio di Testaccio, un’ area di ben 25.000m², molti dei locali adibiti alla macellazione ed allo stallo degli animali hanno preso nuova vita: ospitano uffici, atenei, installazioni artistiche nel Macro e La città dell’altra economia, uno spazio di 3.500m² dedicato al consumo consapevole, al biologico e al commercio equo, che ospita bar ristoranti, mostre e mercati bio.
La parte ancora inutilizzata del mattatoio conserva le vecchie strutture oramai sopraffatte dal tempo e da nuova sporcizia.
Ci sono ancora gli abbeveratoi, i recinti, le vasche dove le carcasse venivano lavate, le carrucole e il terribile sistema di cavi, binari e ganci che portavano gli aniamli alla morte. Nonostante il sole, e l’allegria del mercato a poco metri, nel passare per quelle strade si sente un brivido di freddo, un dolore sottile e profondo, e davvero non si puo’ fare a meno di pensare a quanto somigli ad Auschwitz.
Ci piace immaginare che un giorno tutti i mattatoi verranno chiusi, non per essere spostati o ampliati, ma perchè ridotti a triste ricordo di un passato grottesco in cui gli umani trovavano normale rinchiudere, torturare e uccidere per nutrire il proprio corpo e la propria ottusità.
Chiuso per sempre
Foto: Andrea Biello
