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Frollatura: come avere nello stomaco carne putrescente.

19th settembre, 2011

La carne è costituita dal tessuto muscolare degli animali. Essa non si può consumare fresca, poiché a causa delle modificazioni fisico-chimiche che si verificano nei muscoli (a partire da quelli più attivi) per accumulo di acido lattico, dopo la macellazione sopravviene il loro blocco per 1-2 giorni detto rigor mortis, che termina circa 70-80 ore dopo.

mattatoio.

Per raggiungere il giusto grado di “tenerezza” è necessaria allora la frollatura, consistente nel tenere i quarti di macellazione a temperatura compresa fra 0 e 4 gradi centigradi per un periodo che va dai 2 ai 20 giorni, con conseguente dissoluzione del tessuto collagene ed una prima alterazione delle cellule del muscolo.

Si tratta del disfacimento cellulare che prelude alla vera e propria putrefazione, con formazione di molte sostanze tossiche, le ptomaine, presentanti le reazioni generali degli alcaloidi e dette perciò anche alcaloidi cadaverici, e consistenti in basi organiche provenienti dall’azione dei batteri (in genere decarbossilizzazioni) su sostanze proteiche, lipidi, e acidi nucleici.
Le più note sono scatoloindoloputrescinacadaverinaneurina.

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Latte vaccino e diabete di tipo 1

23rd luglio, 2011

fonte: www.scienzavegetariana.it

Il rischio di diabete di tipo 1 è minore nei bambini che non vengono nutriti con proteine di latte vaccino.

Secondo un nuovo studio pubblicato in giugno nell’American Journal of Clinical Nutrition, i bambini che non sono esposti alle proteine del latte vaccino durante l’infanzia possono avere un rischio minore di sviluppare il diabete di tipo 1. Questi risultati arrivano dal trial TRIGR – Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (Trial per ridurre il diabete mellito insulino-dipendente nelle persone geneticamente a rischio).

Durante lo studio, le donne che partecipavano venivano incoraggiate ad allattare al seno. A quelle che poi passavano ai latti formulati, veniva fornita una formula speciale in cui le proteine venivano modificate in modo che non rimanesse alcuna proteina intatta del latte di mucca.

I risultati finali sono ancora in corso di valutazione, tuttavia lo studio pilota, che comprende 230 bambini seguiti fino a circa 10 anni d’età, ha mostrato che coloro che erano stati nutriti con la formulazione speciale avevano il 50% di probabilità in meno di sviluppare il diabete di tipo 1, rispetto ai bambini che avevano consumato il normale latte formulato a base di latte vaccino.

Lo studio aggiunge quindi ulteriori evidenze alla teoria nota da tempo secondo cui le proteine del latte vaccino attiverebbero la produzione di anticorpi in grado di distruggere le cellule produttrici di insulina nei bambini.

Fonte:
Knip M, Virtanen SM, Becker D, Dupré J, Krischer JP, Akerblom HK. Early feeding and risk of type 1 diabetes: experiences from the Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (TRIGR). Am J Clin Nutr. Published ahead of print Jun 8, 2011.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21653795

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Societa’ Scientifica di Nutrizione Vegetariana

http://www.scienzavegetariana.it

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Chiuso per sempre

6th aprile, 2011

Percorso fotografico all’interno dell’ex mattatoio di Testaccio

Nel 1975 chiudevano i cancelli del mattatoio di Testaccio che doveva essere spostato e sostituito da uno più moderno e funzionale.
Un macello adatto ai crescenti ritmi di produzione e alla nuova urbanistica della città, che rendeva lo spettacolo indecente della macellazione troppo vicino agli occhi delle persone, insieme allo sporco e gli odori nauseabondi.

Oggi, nell’ex mattoio di Testaccio, un’ area di ben 25.000m², molti dei locali adibiti alla macellazione ed allo stallo degli animali hanno preso nuova vita: ospitano uffici, atenei, installazioni artistiche nel Macro e La città dell’altra economia, uno spazio di 3.500m² dedicato al consumo consapevole, al biologico e al commercio equo, che ospita bar ristoranti, mostre e mercati bio.

La parte ancora inutilizzata del mattatoio conserva le vecchie strutture oramai sopraffatte dal tempo e da nuova sporcizia.

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Non è tutto Vegan quel che “luccica”…

4th febbraio, 2011

Per chi ha necessità, o come noi, sceglie di seguire uno stile di vita che escluda l’impiego di prodotti animali, è importante riconoscere gli ingredienti “segreti” e con nomi spesso impronunciabili, che si nascondono negli alimenti di uso comune.

Vi proponiamo questo interessante articolo di greenMe.it che ci svela 7 componenti di origine animale a cui fare particolare attenzione.

Buona lettura quindi, di questo articolo e soprattutto…delle etichette!





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