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Consumo di uova associato al cancro – Lo yogurt della mamma mette il bambino a rischio di asma

6th ottobre, 2011

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Societa’ Scientifica di Nutrizione Vegetariana
http://www.scienzavegetariana.it
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Cari lettori,

riportiamo due “notizie flash” divulgate dal PCRM, l’associazione di medici statunitensi per una medicina responsabile, sul tema dei danni alla salute umana del consumo di uova e latticini. Si tratta delle conclusioni di due studi pubblicati di recente.

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*Consumo di uova associato al cancro*

Il consumo di uova e’ associato allo sviluppo del cancro alla prostate, secondo un nuovo studio finanziato dall’Istituto Nazionale per la Salute statunitense. Consumando due uova e mezza in media la settimana, gli uomini che hanno partecipato a questo studio di popolazione hanno aumentato dell’81% il loro rischio di sviluppare una forma mortale di cancro alla prostata, in confronto a coloro che hanno consumato meno di mezzo uovo la settimana.

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Frollatura: come avere nello stomaco carne putrescente.

19th settembre, 2011

La carne è costituita dal tessuto muscolare degli animali. Essa non si può consumare fresca, poiché a causa delle modificazioni fisico-chimiche che si verificano nei muscoli (a partire da quelli più attivi) per accumulo di acido lattico, dopo la macellazione sopravviene il loro blocco per 1-2 giorni detto rigor mortis, che termina circa 70-80 ore dopo.

mattatoio.

Per raggiungere il giusto grado di “tenerezza” è necessaria allora la frollatura, consistente nel tenere i quarti di macellazione a temperatura compresa fra 0 e 4 gradi centigradi per un periodo che va dai 2 ai 20 giorni, con conseguente dissoluzione del tessuto collagene ed una prima alterazione delle cellule del muscolo.

Si tratta del disfacimento cellulare che prelude alla vera e propria putrefazione, con formazione di molte sostanze tossiche, le ptomaine, presentanti le reazioni generali degli alcaloidi e dette perciò anche alcaloidi cadaverici, e consistenti in basi organiche provenienti dall’azione dei batteri (in genere decarbossilizzazioni) su sostanze proteiche, lipidi, e acidi nucleici.
Le più note sono scatoloindoloputrescinacadaverinaneurina.

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Latte vaccino e diabete di tipo 1

23rd luglio, 2011

fonte: www.scienzavegetariana.it

Il rischio di diabete di tipo 1 è minore nei bambini che non vengono nutriti con proteine di latte vaccino.

Secondo un nuovo studio pubblicato in giugno nell’American Journal of Clinical Nutrition, i bambini che non sono esposti alle proteine del latte vaccino durante l’infanzia possono avere un rischio minore di sviluppare il diabete di tipo 1. Questi risultati arrivano dal trial TRIGR – Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (Trial per ridurre il diabete mellito insulino-dipendente nelle persone geneticamente a rischio).

Durante lo studio, le donne che partecipavano venivano incoraggiate ad allattare al seno. A quelle che poi passavano ai latti formulati, veniva fornita una formula speciale in cui le proteine venivano modificate in modo che non rimanesse alcuna proteina intatta del latte di mucca.

I risultati finali sono ancora in corso di valutazione, tuttavia lo studio pilota, che comprende 230 bambini seguiti fino a circa 10 anni d’età, ha mostrato che coloro che erano stati nutriti con la formulazione speciale avevano il 50% di probabilità in meno di sviluppare il diabete di tipo 1, rispetto ai bambini che avevano consumato il normale latte formulato a base di latte vaccino.

Lo studio aggiunge quindi ulteriori evidenze alla teoria nota da tempo secondo cui le proteine del latte vaccino attiverebbero la produzione di anticorpi in grado di distruggere le cellule produttrici di insulina nei bambini.

Fonte:
Knip M, Virtanen SM, Becker D, Dupré J, Krischer JP, Akerblom HK. Early feeding and risk of type 1 diabetes: experiences from the Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (TRIGR). Am J Clin Nutr. Published ahead of print Jun 8, 2011.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21653795

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Societa’ Scientifica di Nutrizione Vegetariana

http://www.scienzavegetariana.it

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Non è tutto Vegan quel che “luccica”…

4th febbraio, 2011

Per chi ha necessità, o come noi, sceglie di seguire uno stile di vita che escluda l’impiego di prodotti animali, è importante riconoscere gli ingredienti “segreti” e con nomi spesso impronunciabili, che si nascondono negli alimenti di uso comune.

Vi proponiamo questo interessante articolo di greenMe.it che ci svela 7 componenti di origine animale a cui fare particolare attenzione.

Buona lettura quindi, di questo articolo e soprattutto…delle etichette!





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